Diario Inverno 2016

Tour 2016    Inverno

Tunisia

 

Eccomi  pronto a raggiungere la Tunisia. In realtà, la scelta di questo ennesimo viaggio in moto, non è del tutto casuale, anzi!  Esso rappresenta un modo unico e irripetibile di vivere, conoscere, guardare il mondo con occhi diversi. Entrare in punta di piedi nelle case di chi ti ospita o nella vita della gente del posto  che per caso incontri, lascia sempre un’emozione  nuova che non ti aspetti.

23 /11/2016 . Alle 14,30 parto dalla mia abitazione romana,mi immetto sul raccordo anulare  all’altezza di Fiumicino,  poi sull’autostrada per Civitavecchia. Alle 15,30 sono al porto, il terminal è invaso dai tunisini, già mi sembra di essere in Africa! Convalido subito il biglietto. Prima di imbarcarmi mi reco in un bar e consumo un buon caffè. Riprendo la moto e mi dirigo  al Molo 27, dove salperà la nave.  Alle 17,00 sono a bordo, entro nella sala tv, cerco la poltrona  prenotata e mi accomodo. Nella sala ci sono più di cinquanta tunisini, tanti alloggiano nelle cabine, altri ancora su divani e molti per terra. La nave parte con un’ora di ritardo: sono le 18,41.

Le condizioni del mare non sono buone! Alle  21,00 il personale addetto ci informa del peggioramento e ci consegna delle buste in caso avessimo conati di vomito. Infatti verso le 22,00  il mare è molto agitato. Mastico una pastiglia per il mal di mare ma non dà il suo effetto. Nonostante sono a digiuno e non ho ingerito liquidi, avverto una sensazione di disagio che culmina con ripetuti conati di vomito che durano tutta la notte. Molti sono i passeggeri che avvertono questo  mio stesso malessere!

Il giorno dopo,  mi sento debilitato. Verso le 12,00  il mare è più calmo,  mangio qualcosa e bevo dell’acqua per reintegrare i liquidi persi. Prima di approdare al porto di Tunisi,  compilo  la fiche d’entrée  per me e la moto.

Alle 14,30 sbarco a Tunisi. Sono il primo a sottopormi  ai controlli doganali e ai controlli della polizia.

Cambio 200 euro in dinari e pago l’assicurazione della moto che ammonta a 30 dinari. Sotto una pioggerellina e cielo prevalentemente nuvoloso inizia il mio viaggio in Tunisia.

Alle 16,00 sono a Sidi Boud Said, bellissima località che dista 16  km dalla Capitale. La visito fino alle 21,00 poi mi reco in albergo. Una volta in camera, comunico sui social network  con amici e familiari. Alle 22,00 vado a letto.

Il 25 /11/2016. Sono le 5,30 mi sveglio con le preghiere che arrivano  dagli altoparlanti del minareto della Moschea vicina . Vorrei  alzarmi e andare a fare colazione, ma non è il caso, non è consigliabile viaggiare al buio. Osservo il cielo, è limpido e stellato. La città è molto  illuminata così le moschee che appaiono in tutta la loro bellezza, dando al panorama un qualcosa di magico. Nessuna immagine,nessuna foto, a mio parere, può realmente far percepire la sua immensità e la sua bellezza.

Alle 8,30, dopo aver consumato una ricca colazione con due tazze di caffè, prendo l’autostrada. Alle 10,00 sono ad Hammamet, città rinomata per le sue acque termali e per i suoi splendidi giardini. Scatto delle foto e  con la telecamera tento di riprendere le bellezze del panorama , ma purtroppo non mi funziona . Mi metto alla ricerca di un negozio, finalmente trovo un tecnico che me la controlla e la mette a posto. Riprendo il viaggio e alle 11,00 sono a  Sousse, bellissima città. Successivamente sono a  Monastir, poi visito la bella EL jem, città resa famosa dall’imponente Anfiteatro, chiamato anche “Colosseo” per la sua maestosità e capienza. Cammino nel centro abitato fino  a sera con assoluta tranquillità, verso le 21,00 mi ritiro in albergo e trascorro qualche ora a conversare  con il personale della  reception. Il giorno dopo,  sveglia alle 6,30. Oggi  mi dirigo ad Hbira. Qui vive  l’amico Gianni, un imprenditore italiano che mi ospiterà per qualche giorno.  L’appuntamento  è alle ore 9,00 nel piccolo paese di Hbira, sotto la moschea.

Arrivo alle 8,30. Durante l’attesa dialogo con persone del posto .Alle 9,00 puntuale, egli arriva  con la sua autovettura e io lo seguo fino all’ abitazione, nella città di Echrarda .Mi fa attraversare  l’incrocio più importante e conosciuto in tutta la  Tunisia la” 74”. Poi, facciamo visita in una scuola elementare dove consegno  agli scolari:  giocattoli , cappellini, occhiali e caramelle  portati dall’Italia. Scatto foto ricordo  con  studenti  e professori. Conclusa la visita,  torniamo a casa. Più tardi, ci dirigiamo a Kairouan. Basta camminare per le sue vie e capire quanta storia e cultura c’è in questa città, visitiamo la moschea più antica del mondo musulmano, considerata patrimonio dell’umanità dal 1988. Dopo consumiamo un ottimo pranzo,  in un noto ristorante vicino la Moschea.

Il giorno 27 Novembre,  saluto e ringrazio l’amico Gianni per l’ospitalità e riparto  lasciandomi alle spalle Hbira  .Alle 12,15 sono a Gabes. Faccio il pieno di benzina alla moto , mangio una mela e riparto immediatamente .La temperatura  è gradevole, 22 gradi , si viaggia bene .Alle 13,30 per la prima volta, mi ferma la polizia per un controllo del passaporto. Mi trovo a 30 km da Medenine,. Alle 15,00 sono a Djerba. Una città che immaginavo diversa, onestamente mi ha deluso molto!

Il giorno successivo, alle 5,30 mi sveglio, non riesco più a dormire. Alle 6,00 mi reco  a fare colazione al ristorante dell’albergo. Alle 7,40 sono in moto e proseguo il viaggio fino alle 10,00. Arrivo nella città di Tataouine detta anche la porta del Sahara, una delle aeree più interessanti della Tunisia. Visito: Chenini, Douiret Beni Barka, Remitha, Ksar ouled soltane , Ksar Zahra. Sono le 18,00. Prima di rientrare in albergo passeggio per le vie della città, ma pochissime sono le persone in strada. Chiedo spiegazioni ad un tunisino che parla molto bene l’ italiano. Egli mi dice che durante il giorno i tunisini lavorano ininterrottamente e a quest’ora tutti rincasano .

il Giorno seguente,  alle 9,00, esco dall’albergo. Voglio visitare altri paesi caratteristici che si trovano  nelle vicinanze di Tataouine. Sono letteralmente spettacolari! Alcuni si trovano arroccati e scavati nella roccia ,  altri circondati da palme .Rientro in albergo per pranzo. Alle 15,00 sono di nuovo in sella per raggiungere Remada. Durante il viaggio incontro un primo posto di blocco che mi controlla il passaporto. Dopo un po’, a 15 km da Remada, subisco un altro controllo da parte dei militari .Questa volta mi trattengono il passaporto per oltre trenta minuti.  Un po’ contrariato  gli chiedo il perché di questi ripetuti controlli. Ma riflettendoci bene,  mi sono spinto troppo a sud! Subito dopo, giunge un fuoristrada con a bordo due soldati di cui uno di grado superiore che mi chiede il passaporto e mi pone delle domande. Tra le tante:  il lavoro  che svolgo,  perché sono in Tunisia e se ho  il permesso di attraversare il Sahara! Per chiarire la mia situazione, illustro sulla carta topografica il mio itinerario e confesso di non avere l’autorizzazione  a percorrere il Sahara. Ma li assicuro  che il mio intento è solo quello di  visitare la città e tornare  indietro. Si offrono di accompagnarmi, ma è già crepuscolo per cui decido di rientrare in albergo. Percorsi 15 km, faccio una sosta per scattare delle foto e mi vedo affiancare di nuovo i militi dell’esercito. Incuriosito chiedo se ci sono  problemi.  Mi rispondono di no. Insospettito risalgo in moto,  proseguo con andatura  sempre tranquilla ma attraverso gli specchietti vedo che mi seguono ancora, accelero, ma loro continuano a seguirmi mi scortano fino alla prima postazione militare,poi mi lasciano. La zona è ormai sicura! Arrivato  a(….) vedo un mausoleo. Parcheggio la moto e scatto delle foto .Succede un caos! Polizia in borghese,  militari da ogni parte, mi accerchiano,  mi ritirano il passaporto, vogliono guardare le foto scattate e mi portano in caserma da un loro  superiore . A gesti faccio capire che non c’è nessun segnale che  lo divieti. In  realtà, dietro c’è un’altra zona  militare, non segnalata.  Mostro le foto all’ufficiale e spiego ciò che è successo. Capisce la mia buona fede e  con un sorriso ed una stretta di mano, mi dà il benvenuto in Tunisia.In hotel racconto ad un tunisino che parla perfettamente l’italiano ciò che mi è successo. Lui che è un informatore di polizia, mi risponde  che non è mai stato  nella zona dove  io sono arrivato  perché ritenuta molto pericolosa anche per gli stessi tunisini e mi spiega che il territorio è controllato in gran parte da membri di movimenti terroristici, c’è traffico di armi e benzina. Spesso  i fuoristrada dei contrabbandieri vengono attaccati, incendiati  e qualche tunisino anche ucciso. Insomma mi è andata bene!!! Egli mi dice che, se è  mio desiderio tornare a Remada, la stessa polizia, è disposta a scortarmi. Gentilmente declino la proposta. Alle 23,00 sono in  camera: la stanchezza è tanta!

30 Novembre. Alle 6,30 mi sveglio,  alle 8,00  parto .Viaggio ad  una temperatura di 11 gradi rispetto ai 25 gradi del giorno prima.  Durante il viaggio,davanti ai miei occhi, scorrono paesini caratteristici, costruiti in pietra e circondati da palme: sembrano dei presepi! Alle 10,00 sono a Matamata , prendo un caffè ,  la visito e colgo l’occasione per acquistare le rose del deserto. Alle 11,30 sono a Douz,  detta anche la porta del deserto per via  della sua collocazione  geografica che la pone proprio in prossimità del grande deserto del Sahara . La città è situata al centro di una delle oasi più antiche e importanti della zona, storicamente ha rappresentato una sosta obbligata per le carovane che qui venivano a rifocillarsi. Compro  datteri a volontà per regalarli agli amici italiani. Alle 21,00,  rientro in  albergo, in strada non si vede  nessuno e fa anche freddo. C’è solo il mercato ortofrutticolo con i banchi ormai chiusi  coperti da teli, pronti ad essere levati la mattina dopo.

Alle 5,45 del giorno seguente, mi sveglio con il suono delle preghiere che proviene da alcune moschee. Alle 7,00 esco per vedere il mercato degli animali e scatto molte foto . Lungo la strada mi fermo a  comprare ancora  datteri. Alla nove, lascio Douz. Riprendo il viaggio e percorro il deserto,  la temperatura è piacevole, rimango un po’ad ascoltare il silenzio, interrotto solo  dal passaggio di alcune automobili. Mi guardo intorno , vedo l’immensità del Sahara, un cielo limpido e chiaro, con un sole che scalda il mio viso.  Mi trovo a 30  Km da Tozeur. Alle 12,30  un’ ulteriore sosta per comprare altri datteri. Il proprietario che parla Italiano, me ne regala una busta piena. Prima di partire, lo ringrazio e scatto alcune  foto con lui. Alle 17,00 sono a kasserine , alloggio in un albergo economico . Qui incontro alcuni tunisini che parlano perfettamente  italiano, alcuni hanno avuto guai con la giustizia italiana e per questo  allontanati  per almeno per sei anni dal nostro Paese. Con me sono  cordiali ed ospitali, mi invitano  ai loro tavoli e mi offrono il loro cibo mentre ingurgitano abbondanti boccali di birra e vino. Io accetto solo succo di frutta, evito alcool per rimanere lucido e attento per qualsiasi evenienza . Il giorno dopo, chiedo al gestore dell’albergo dove posso fare colazione. Il responsabile chiama una persona che mi accompagna in un bar e mi offre il breakfast. Lo ringrazio , ritorno in albergo, salgo in moto e alle 8,30 abbandono la città. Viaggio ad una temperatura di 5 gradi. Alle 10,00 arrivo a El Kef. Durante i controlli,  la polizia resta sorpresa vedendo il passaporto con i numerosi visti dei miei viaggi in solitaria. Elenco alcuni dei 58 paesi attraversati. Rimangono stupefatti! Alle 12,00 mi fermo per mangiare del tonno in scatola, gallette di riso soffiato e qualche dattero. Alle 14,00  sono a Tabarca,  bellissima città. Il  giorno dopo sono nella meravigliosa città di Biserte.

Il 4 Dicembre mi alzo alle 7,30 faccio una nutriente  colazione in albergo, poi risalgo  in camera per  preparare le valigie. Alle 9,30 mi metto in viaggio per Hammamet dove rimango per due giorni. Durante il soggiorno, visito buona parte del corno tunisino,ma non lo trovo interessante, forse anche a causa del brutto tempo.

Il 6 Dicembre, alle 6,00 mi alzo e alle 8,00 parto dalla città per raggiungere il porto di Tunisi dove alle 12,30  mi ritrovo con l’ amico Gianni.Pranziamo, e alle 17,30 ci imbarchiamo per Civitavecchia.

Il giorno 7 Dicembre, alle 14,30, sbarco a Civitavecchia. Trovo Giuseppe, l’amico motociclista che da Viterbo è venuto a per darmi il benvenuto. Entriamo in un bar e mentre gustiamo un buon caffè, racconto le belle esperienze vissute in questo Paese meraviglioso ma anche le mie disavventure.  Saluto l’amico motociclista, promettendo di incontrarci  per una uscita fuori città . Sono già sul raccordo anulare di Roma, i pensieri corrono e mi riportano al viaggio trascorso, alle persone incontrate, alle molteplici emozioni vissute .Un viaggio estremamente interessante del quale ricorderò, per sempre, un popolo disponibile e soprattutto accogliente! Il mio viaggio è giunto al termine un prossimo  avverrà a breve ma questa è un’altra storia! Un saluto a tutti coloro che mi seguono e continuano a farlo!!!

 

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