Diario Inverno 2017

Tour 2017    Inverno

Algeria

 

08/02/2017

Si parte! Alle 16,00 sono in sella alla mia moto, questa volta raggiungerò  l’Algeria.

Con un’ andatura  tranquilla lascio alle spalle Roma, la mia città e verso le 17,00 circa, sono  al  porto di Civitavecchia. Sbrigo le pratiche di imbarco per me e  la moto,dopodiché raggiungo il molo 24 e attendo la nave che, con una nottata di navigazione, mi condurrà a Tunisi.

Dopo trenta minuti salgo sull’imbarcazione. Alle 18,30 raggiungo la cabina e sistemo alcuni bagagli.  Più tardi scendo per avere informazioni  sulle condizioni meteorologiche e, per trascorrere del tempo, mi trattengo al bar fino alle 20,45.  Scambio qualche parola con un tunisino che da 32 anni lavora a Roma. Mi racconta fatti della sua vita  privata e del divorzio in corso con una concittadina, con la quale ha un figlio di nove anni.  Rientro  in cabina, faccio una doccia e  mi  metto a dormire.

All’una di notte mi sveglio: il mare è mosso e non riesco a riprendere sonno. Il  giorno seguente la nave approda  al porto di Tunisi puntuale. Alle 14,30 sono già in dogana e senza perdere tempo definisco tutti i controlli. Esco dal porto e mi fermo a consumare un Thè alla menta. Mi trattengo a fare quattro chiacchiere con il parcheggiatore ed il barista e prima di salutarli, regalo ad entrambi un paio di occhiali Honda. Alle 18,00 sono nella  città di Tabarka.  Entro in un albergo che già ho avuto modo di conoscere negli anni passati, i gestori mi riconoscono subito e mi accolgono con estrema cordialità e simpatia. Salgo in camera e faccio una doccia.

Terminata la cena  mi collego sui social dando mie notizie ad amici e fans che mi seguono con interesse. Comunico con loro fino alle 23,00 poi vado a dormire.

Il giorno seguente, alle 8,00 dopo aver usufruito di un’abbondante colazione in albergo , mi avvio verso il confine dell’Algeria. Il percorso è brevissimo ma mi occorrono due ore per sbrigare tutte le procedure di controllo. Mi metto in viaggio.

Le strade non sono solo molto sporche ma anche disastrate e, come  se non bastasse,  ci si mette anche la pioggia. Guido con molta attenzione! Prima di arrivare nella città di  Anabba, trovo le campagne inondate. Un forte temporale si è  appena abbattuto sulla città provocando una tremenda inondazione. Arrivo in città, l’acqua è ovunque,  cerco di ripiegare su strade secondarie ma  anch’esse sono inondate, sembrano torrenti in piena.

La moto si muove sotto l’influenza della corrente ed è difficile mantenerla in equilibrio. E’ un momento veramente difficile!  Guido con prudenza e solo per miracolo riesco a tenermi in equilibrio sulla moto! Superata la strada allagata ne trovo subito un ‘altra. Attraversarla è impossibile! Anche molte auto e camion sono in difficoltà. Decido di percorrere la strada principale ma anch’essa è sommersa dall’acqua e presenta le stesse problematiche.  Davanti a me le auto e i tir che percorrono la strada, smuovono  le acque  creando onde anomale che non mi permettono di proseguire la corsa. Andare dietro a loro è impossibile, cadrei sicuramente! Allora chiedo ad un  poliziotto lì in servizio, di poter percorrere la corsia opposta e contromano  in quanto meno trafficata e quindi più sicura per me. Per avere maggiore stabilità, percorro la strada lentamente,  con i piedi a terra e a mollo fino  all’altezza delle ginocchia. In questo modo riesco a  sondare anche il suolo.

Piano piano e in queste condizioni, percorro oltre 400 metri e  finalmente raggiungo strade asciutte. Mi fermo e documento con la macchina fotografica e la telecamera le campagne inondate. Anche una tv locale sta documentando l’evento esondativo intervistando alcuni cittadini e automobilisti coinvolti. Alle 19,00  sono a Btna.  Sono stanco ed esausto! Vado subito a riposare.

Il giorno 11/02/17   Alle 8,30 lascio l’albergo. Vado a visitare la suggestiva Timgad, ricca di reperti  e siti storici, simboli di una civiltà ormai scomparsa che sanno raccontare ancora tanto. Non ancora sazio dei tanti ed interessanti luoghi,  attraverso anche il Canyon de l’oued molto suggestivo. Sono le 11,30 faccio  sosta ad Arris poi proseguo  per Biskara. Alle 19,00 sono a Ouargla.

12/02/17 Sono le 6,00 mi alzo ma è ancora buio, non è il caso mettermi in viaggio, ne approfitto per pianificare il mio itinerario. Parto alle 8,00 e  viaggio fino alle 14,30.  Una prima sosta nel Sahara. La temperatura ha raggiunto i 30 gradi, mi tolgo alcuni capi di abbigliamento più pesanti e pranzo. Alle 16,00 giunto in un posto di blocco subisco un controllo molto minuzioso. I militari trascrivono su un foglio tutti i visti del mio passaporto. Io gli comunico che questo è il mio 5° passaporto perché viaggio molto.  Rimasto sorpreso, il militare  rinuncia alla trascrizione, controlla i miei dati personali sul passaporto e sul libretto della moto e dopo avermi posto domande sulla professione e il perché di questo viaggio in Algeria, mi invita a seguire una pattuglia. Scortato dai militari, il viaggio nel deserto dura poco più di  100 km.

A questo punto,  una seconda pattuglia dà il cambio alla prima e mi accompagna per altri 50 Km. Arrivati in città i militari avvisano immediatamente la gendarmeria e mi accompagnano in albergo. Mi elencano una serie di disposizioni e mi obbligano a comunicare ogni mia uscita.  Visitare  la città da solo è pericoloso, temono che possano verificarsi sequestri. In serata, dopo aver cenato,  faccio chiamare la gendarmeria.  Si presenta un militare in borghese che mi accompagna in città. Essa si presenta completamente deserta. Dopo aver visitato luoghi molto interessanti, mi  riaccompagna in albergo.  Alle 24,00 vado a dormire.

Il giorno successivo, mi alzo alle 8,00  faccio colazione e come stabilito, aspetto i militari che mi accompagneranno per un po’ di km  fuori città. Attendo inutilmente per qualche ora! Dopo ripetute telefonate andate a vuoto, da parte del personale della reception dell’albergo, i militari mi avvertono che posso partire da solo. Al primo distributore faccio il pieno di benzina alla moto e alla tanica e mi  avventuro da solo nel deserto. Alle 15,00  sosto davanti ad  una immensa duna, sembra una grande montagna per quanto è immensa.

Rimango estasiato guardando i suoi colori e le sue forme disegnate dal vento. E’ spettacolare! La fotografo e la riprendo con la telecamera.

Nel frattempo mi si avvicina un algerino che mi offre del The caldo. Poco dopo lo raggiungo, è insieme al fratello e alla mamma che stanno mangiando. Gli regalo un paio di  occhiali da sole.  Vogliono che pranzi con loro ma accetto solo del The che consumo in loro compagnia. Li saluto cordialmente e riprendo il viaggio.

Il 14 Febbraio alle  7,00 mi alzo. Mi affaccio alla finestra  ma è ancora buio, solo alle 7,30 incomincia  a fare giorno. Dopo la consueta colazione in Albergo, alle 9,00 salgo in moto e mi metto in viaggio.  Ad un certo punto del percorso  il  paesaggio  cambia: da sabbioso diventa roccioso.

Alle 10,00 in un posto di blocco subisco un ulteriore e severo controllo. Alle 19,00 sono ad Orano. Lungo la strada molti sono i controlli da parte dell’esercito. Effettuano blocchi stradali anche  sulle autostrade facendo passare un’ auto alla volta e controllando ogni singola persona a bordo. La sera, dopo avermi organizzato l’albergo, vado in pizzeria e mangio due pizze  che, sinceramente, non hanno niente a che vedere con le nostre che sono molto più saporite. In questo locale conosco alcune persone tra le quali due motociclisti, mi intrattengo con loro fino alle ventiquattro, poi rientro in Albergo.

Il 15/ 02/2017   Alle 8,00 mi alzo, mi preparo e alle 9,00 parto. Faccio sosta solo per il  rifornimento carburante, alle  tredici dopo aver percorso  500 km  sosto  in autostrada per mangiare del pane , del tonno e delle olive. Dopo un’ora di pausa mi rimetto in viaggio. Anche in questa zona moltissimi sono i controlli da parte dell’esercito. Chiedo ad un militare come mai tanto rigore. Mi risponde che è  una operazione anti -terrorismo. Il traffico è intenso e caotico. Ho nostalgia del silenzio del Sahara!  Alle 17,00 arrivo a Costantine, visito la città e  pernotto in un lussuoso albergo.

Il giorno seguente raggiungo Skikoda.  Mentre mi accingo a fotografare una Moschea,  si avvicinano due signori dicendomi che è vietato fotografare. Rispondo che in Algeria, negli anni passati ho sempre fotografato e non ho avuto mai nessun problema. Uno di essi mi risponde con un tono minaccioso che non posso.  Allora chiedo loro chi sono. Uno dei due tira fuori il distintivo: è un poliziotto.  Mi invita ad andare con lui in caserma ma l’altro lo convince a lasciarmi stare. Gli stringo la mano, li ringrazio e li saluto, ma rimango piuttosto amareggiato. Poco più avanti mi fermo di nuovo per fotografare la città,  mi si avvicina un algerino che ha lavorato in Italia, dialoga con me e mi dà anche dei preziosi consigli . Alle 13,00 effettuo un ulteriore sosta, sono a  Guelma. La  visito fino alle 21,00  poi  mi ritiro in albergo.

Il Giorno 17/02   Sono le 6,00  la preghiera che viene dal Minareto della Moschea mi sveglia, ma la stanchezza  è ancora tanta e riprendo sonno.  Mi alzo  alle 7,00 faccio colazione e vado a visitare l’anfiteatro di Guelma. Ritorno in albergo, prendo la moto e parto  Faccio  sosta a Ksar Tiffech, Khemissa, M’Daouroch Madore  tutti  centri interessanti dal punto di vista archeologico. Alle 19,00 sono in Tunisia a Tabarka. I gestori dell’albergo nel rivedermi per la quarta volta, mi accolgono calorosamente e mi riservano un bellissimo appartamento. Ci trascorro una notte.

Il giorno dopo alle 6,00 consueta colazione abbondante, pubblico qualche foto sui social , dopodiché parto. Raggiungo Jenduba, la visito poi è la volta di Bulla Regia poi ancora un altro sito archeologico romano, Dougga Thugga. Le emozioni non sono ancora finite passo per Elkef e  arrivo nel tardo pomeriggio a Makthar.

In questo posto non esistono alberghi, la polizia mi accompagna  in un locale di loro conoscenza. Il giorno dopo parto e raggiungo Hammamet dove rimango per qualche giorno. Il viaggio in moto volge al termine.

Il 22/02  mattina mi reco al porto di Tunisi e mi imbarco per Civitavecchia.

Il 23 Febbraio sono a casa.

 

 

 

 

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